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Il dipendente Atm è indagato per disastro ferroviario, omicidio e lesioni colpose dopo l'incidente dello scorso 27 febbraio costato la vita a due persone
C'era molta attesa di conoscere la versione che avrebbe fornito l'autista del tram che lo scorso 27 febbraio è deragliato a Milano, causando la morte di due persone, Ferdinando Favia e Okon Johnson Lucky, con una cinquantina di viaggiatori rimasti feriti. Ma il dipendente Atm, presentatosi oggi in procura, si è avvalso della facoltà di non rispondere.
Il tranviere, accusato di disastro ferroviario e omicidio e lesioni colpose, è stato convocato dalle pm Elisa Calanducci e Corinna Carrara ed è difeso dagli avvocati Mirko Mazzali e Benedetto Tusa. "Non è ancora in condizioni di rispondere alle domande, è ancora sotto choc", ha spiegato Mazzali.










