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L’incidente è avvenuto lo scorso 27 febbraio in via Lazzaretto, causando due morti e cinquantaquattro feriti. L’autista del mezzo è indagato per disastro ferroviario, omicidio colposo e lesioni colpose

Proseguono le indagini relative al deragliamento del tram della linea 9 a Milano che, lo scorso 27 febbraio, ha causo due morti e cinquantaquattro feriti. Stamattina due persone sono state sentite come persone informate sui fatti dai pm Elisa Calanducci e Corinna Carrara, titolari dell’inchiesta che vede indagato per disastro ferroviario, omicidio colposo e lesioni colpose l’autista del mezzo, Pietro M., sessantente con 34 anni di esperienza in Atm, l’azienda che gestisce il trasporto pubblico locale.

Secondo quanto apprende Adnkronos da fonti investigative, sono stati convocati in Procura due dipendenti di Atm. Il primo testimone è l’uomo che ha ricevuto la chiamata da parte del tranviere indagato. A lui l’autista sessantenne avrebbe raccontato, all’inizio del servizio, di essersi fatto male all’alluce del piede sinistro nel tentativo di sollevare la carrozzina di un passeggero disabile. Il secondo testimone, invece, è intervenuto sul luogo del deragliamento, all’incrocio tra viale Vittorio Veneto e via Lazzaretto, non lontano da piazza della Repubblica. Quest’ultimo avrebbe fornito ai pm informazioni tecniche sul funzionamento del nuovo tramlink.