Tra i tumori ginecologici, il carcinoma ovarico è quello più insidioso: aggressivo e senza sintomi specifici, in otto donne su dieci viene diagnosticato quando è già in fase avanzata, e molto raramente la malattia viene intercettata quando è confinata solo alle ovaie. Il che rende ulteriormente più difficili le già limitate possibilità di cura. Eppure – anche grazie alle nuove opzioni terapeutiche disponibili - oggi sono oltre 52 mila le donne italiane che vivono con un tumore dell’ovaio, con 5400 nuove diagnosi ogni anno. Per fare il punto su questa neoplasia, discutere sulle ultime prospettive di trattamento e sulle nuove esigenze delle donne colpite dalla malattia, il 16 e il 17 marzo si riuniscono a Sorrento (Na) oncologi, ginecologi, anatomopatologi, oftalmologi e altri professionisti della salute nell’evento scientifico FOLight – Discovering new frontiers in Ovarian Cancer, organizzato da AbbVie.

Tumore ovarico, casi in aumento del 55% entro il 2030

08 Maggio 2025

Regalare speranza alle pazienti

“Il carcinoma ovarico è il settimo più diagnosticato tra le donne di tutto mondo”, sottolinea Sandro Pignata, Direttore OC Uro-ginecologia Int-Irccs Fondazione Pascale di Napoli. “La prevenzione secondaria – aggiunge Pignata - è molto difficile e non esistono al momento degli esami di screening accertati. Di solito il trattamento consiste in un primo intervento chirurgico a cui seguono cicli di chemioterapia a base di platino”. Tuttavia questi protocolli spesso comportano eventi avversi che possono avere un impatto negativo sulla qualità della vita. Non solo: la neoplasia tende a recidivare nel 70% dei casi di stadio III e IV e cioè quando è diffusa alla cavità addominale o estesa ad organi, come fegato o polmoni. In aggiunta, continua Pignata, la resistenza ai farmaci tradizionali è molto frequente e quindi la ricerca scientifica ha dovuto concentrarsi sulla medicina di precisione e sull’individuazione di nuove terapie mirate”. Queste hanno un impatto sui tassi di mortalità, che nell’ultimo decennio risultano in diminuzione, regalando una nuova speranza alle pazienti, anche a quelle che sviluppano una recidiva che non risponde alla terapia a base di platino (Proc).