MONTEBELLUNA (TREVISO) - «Li beccano, li mettono fuori e li ribeccano. Serve rivedere tutta l'impostazione dalla base. Questa gente va mandata via. Evidentemente non cambierà mai nulla finché le leggi saranno queste e finché chi le applica non le applicherà come si deve». Non ha dubbi sul quadro generale Michele Toaldo, presidente del consiglio. Ma Francesco Bortignon, consigliere d'opposizione, ribatte: «La destra governa da tre anni. Avrebbe avuto tutto il tempo per cambiare tutte le leggi che vuole, ma mi sembra impegnata in tutt'altro».

La vicesindaca Lucrezia Favaro, di Fratelli d'Italia, allarga il quadro: «Si tratta di un fatto di criminalità grave che desta maggiore preoccupazione perché il soggetto agente è un nigeriano e il crimine è lo spaccio. Sappiamo che da molti anni purtroppo si è radicata in Italia la mafia nigeriana, il cui principale business è lo spaccio oltre che la prostituzione; questo fatto è sintomatico del pericolo che le ramificazioni di tale mafia siano arrivate anche nel nostro territorio. Per fortuna la signora è rimasta illesa, ma poteva andare molto peggio».

Il caso di venerdì è partito di fronte al Prix di via Galilei, area già nota anni fa per l'inseguimento di un ladro che, nel tentativo di guadagnarsi la fuga, aveva coinvolto alcuni clienti, anche anziani, facendoli cadere. E la vicinanza al Parco Manin, con le varie vie di fuga percorribili solo a piedi, lo rendono strategico per chi ha qualcosa da nascondere. «Massima vicinanza alle forze dell'ordine: mettendomi nei loro panni non dev'essere facile correre dei rischi per fermare i criminali e poi ritrovarli liberi in strada a delinquere ancora - spiega il consigliere regionale Claudio Borgia. - È qualcosa che sappiamo bene e che ci auguriamo possa cambiare. La Regione sta facendo quel che può, ma per questo fenomeno a livello nazionale c'è bisogno quanto prima di un decreto sicurezza».