Pochi giorni fa era stato il cardinale arcivescovo di Chicago, Blase Cupich, a bollare come “disgustoso” il video diffuso dalla Casa Bianca nel quale venivano mescolate immagini dell’attacco militare all’Iran e scene di film di azione, quasi fosse un videogioco, oggi è il Papa in persona a mettere in guardia dal rischio di trasformare la guerra in un videogioco.
Guerra, informazione e propaganda
“Sempre, ma in modo speciale nelle circostanze drammatiche di guerra, come quelle che stiamo vivendo, l’informazione deve guardarsi dal rischio di trasformarsi in propaganda”, ha detto il Papa ricevendo in udienza la redazione del Tg2 della Rai, in occasione dei 50 anni di fondazione. “E il compito dei giornalisti, nel verificare le notizie, per non diventare megafono del potere, si fa ancora più urgente e delicato, direi essenziale. Tocca a voi mostrare le sofferenze che la guerra porta sempre alle popolazioni, mostrare il volto della guerra e raccontarla con gli occhi delle vittime”, ha detto Leone, “per non trasformarla in un videogame. Non è facile nei pochi minuti di un telegiornale e dei suoi spazi di approfondimento. Ma qui è la sfida. Vi ringrazio per la vostra visita, vi porgo i migliori auguri e benedico tutti voi e il vostro lavoro”.






