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16 MARZO 2026

Ultimo aggiornamento: 12:14

Un sistema di gestione del lavoro basato su chat WhatsApp, paghe minime e controllo costante dei tempi di consegna. È il quadro emerso da un’indagine della Procura di Messina che ha portato alla notifica di un avviso di conclusione indagini per caporalato nei confronti dell’amministratore unico e di tre collaboratori di una società operante nel settore del food delivery. L’operazione è stata condotta dai carabinieri del Nucleo ispettorato del lavoro (Nil) di Messina, con il supporto del Gruppo per la Tutela del Lavoro di Palermo. Al centro dell’inchiesta un sistema che, secondo gli investigatori, avrebbe coinvolto circa 300 rider, in gran parte studenti universitari e giovani disoccupati.

Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, i rider venivano contattati e coordinati attraverso chat su WhatsApp, dove ricevevano istruzioni operative e aggiornamenti in tempo reale. Il compenso per le consegne sarebbe stato di circa tre euro ciascuna, con importi che in alcuni casi risultavano inferiori alla metà di quelli previsti dal contratto collettivo nazionale di lavoro.