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Il magistrato Luciano Ambrosoli partecipa a Brescia all'incontro "La lotta è adesso"
"La lotta è adesso". Con questo slogan, il centro sociale Magazzino 47 di Brescia ha organizzato un incontro presso la sua sede mercoledì per spingere il No al prossimo referendum sulla giustizia. È la rappresentazione plastica dell'ipocrisia della sinistra a ogni livello: gli antagonisti del sistema, i sostenitori dei sistemi anarchici e contrari a ogni norma e legge ora si muovono per sponsorizzare un referendum, che è l'espressione massima della democrazia da loro tanto osteggiata. Ma al di là di questo, l'aspetto ancora più peculiare di questa vicenda è la presenza di un giudice del tribunale di Brescia, Luciano Ambrosoli, alla stessa assemblea pubblica.
Se il tema è il referendum sulla giustizia, la scelta dell'interlocutore non è mai neutra e partecipare a un'assemblea organizzata da un centro sociale per perorare la causa del No significa, nei fatti, legittimare realtà che non tollerano le regole di una società civile e, contemporaneamente, schierare la funzione giudiziaria sotto una bandiera di parte. Per altro, gli stessi esponenti del Magazzino 47, solo poche settimane fa, hanno partecipato a un presidio davanti alla Questura di Brescia insieme ad altre sigle dell'antagonismo militante per protestare contro il questore Paolo Sartori, contestato perché, semplicemente, fa il suo lavoro e fa rispettare la legge senza concedere trattamenti di favore.






