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La guerra in Iran offre a Kim Jong Un interessanti lezioni strategiche su deterrenza nucleare, importanza dei droni e tanto altro
La guerra in Medio Oriente e le offensive di Stati Uniti e Israele contro l’Iran non sono passati inosservati a migliaia di chilometri di distanza. In Corea del Nord, Kim Jong Un osserva attentamente ogni fase del conflitto. Anzi: lo considera un laboratorio strategico da cui trarre lezioni cruciali. La prima riguarda la vulnerabilità delle infrastrutture militari tradizionali: attacchi mirati e raid aerei hanno colpito basi missilistiche e impianti nucleari iraniani, dimostrando quanto sia difficile proteggere installazioni fisse in una guerra moderna. La seconda lezione riguarda il ruolo crescente dei droni e delle tecnologie autonome, diventati strumenti chiave per sorveglianza, attacchi mirati e sabotaggi. La lezione più importante, tanto più dopo la morte di Ali Khamenei, riguarda il rischio della “decapitazione” politica e militare, cioè la strategia di colpire direttamente la leadership e la catena di comando di un paese nemico.






