Da quando gli Stati Uniti e Israele hanno avviato la loro guerra contro l'Iran alla fine di febbraio, gli esperti di sicurezza informatica avvertono che la campagna di ritorsioni della Repubblica islamica avrebbe incluso pericolosi cyberattacchi contro obiettivi occidentali. Nella tarda serata del 10 marzo, la prima di queste offensive ha colpito proprio gli Stati Uniti: stando alle ricostruzioni, una violazione devastante subita dall'azienda di tecnologie mediche Stryker ha messo fuori uso decine di migliaia di computer e paralizzato gran parte delle attività della società nel mondo. A sferrare l'attacco è stato un gruppo di criminali informatici iraniani, che si fa chiamare Handala.
"Annunciamo al mondo che, come rappresaglia per il brutale attacco alla scuola di Minab e in risposta agli assalti informatici in corso contro le infrastrutture dell'Asse della resistenza, la nostra grande operazione informatica è stata eseguita con pieno successo", si legge in una dichiarazione pubblicata sul sito web di Handala, che fa riferimento sia al missile americano Tomahawk che ha ucciso almeno 165 civili in una scuola femminile in Iran, sia alle numerose operazioni informatiche che Stati Uniti e Israele hanno portato avanti contro l'Iran. "Questo è solo l'inizio di una nuova era di guerra informatica".









