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Ultimo aggiornamento: 7:59

Il 27 settembre di quest’anno ricorrono i settant’anni dalla morte di Piero Calamandrei. Giurista, avvocato, professore universitario, antifascista, politico, padre costituente, Calamandrei è tra le figure che hanno accompagnato la nascita della Repubblica nel dopoguerra, richiamato di frequente in vista del referendum del 22 e 23 marzo. “In questo clima vale la pena chiedersi cosa resta del suo pensiero quando lo si sottrae alle frasi isolate e lo si rimette nel contesto”, dice la nipote Silvia Calamandrei, 79 anni a giugno. E annuncia il suo No alla riforma Nordio, con cui, dice, la destra “tenta abusivamente di demolire la Costituzione dall’alto”. Figlia di Franco Calamandrei e Maria Teresa Regard, entrambi giornalisti, Silvia seguì i genitori a Pechino nei primi anni ‘50: era l’unica bambina italiana in tutta la Cina, esperienza che ha allargato il suo sguardo. Storica e sinologa di formazione, oggi si occupa della valorizzazione della memoria di famiglia e continua a seguire l’attualità cinese.

Quando ha capito che il suo era un nonno speciale?

Da bambina, quando mi ha insegnato a leggere, scrivere, disegnare e mi ha raccontato tante storie, favole e creato giochi per farmi divertire. E poi quando, rientrata dalla Cina nel 1956, ha passato l’estate a prepararmi per l’ammissione alla scuola italiana, facendomi da maestro. Mi è venuto a mancare proprio alla fine di quell’estate, nel settembre. In seguito ho riscoperto la sua importanza quando ho ereditato dopo la morte di mio padre la gestione delle sue opere, delle sue carte e della sua memoria. Soprattutto negli anni ‘90, col revisionismo storico e l’avvento del berlusconismo, ho capito quale formidabile antidoto fossero le sue parole nella difesa dei valori dell’antifascismo e della democrazia. Negli anni 2000, poi, la sua favola ecologista e pacifista Futuro postumo – sulla fine della specie umana, estintasi nella guerra atomica mentre sopravvivono solo le piante e gli animali – lo ha reso anche un precursore dell’impegno per la salvaguardia dell’ambiente e per l’interdipendenza globale.