Se alle Paralimpiadi esistesse una medaglia per gli abbracci, molti atleti non avrebbero dubbi su chi salirà sul podio. A Milano-Cortina 2026, che ha calato il sipario ieri, accanto agli sciatori e ai biatleti paralimpici, c’è stata una squadra silenziosa ma fondamentale: i cani guida e da assistenza. Erano sei in totale e hanno rappresentato il cuore della “squadra dietro la squadra”, pronti ad aiutare gli atleti nella vita quotidiana e nei momenti più difficili.
La squadra di cani zampe dietro gli atleti
Alle Paralimpiadi invernali di Milano-Cortina 2026 ci sono stati sei cani guida o da assistenza per accompagnare gli atleti nelle loro giornate tra allenamenti, gare e vita nel villaggio paralimpico.
Tre facevano parte della delegazione australiana, mentre Germania, Repubblica Ceca e Gran Bretagna ne avevano uno ciascuna. Non sono semplici mascotte: aiutano gli atleti a muoversi, recuperare oggetti, gestire l’ansia e affrontare le sfide quotidiane.
Gli organizzatori hanno predisposto aree dedicate per i cani guida e da assistenza in tutti i luoghi di gara e nelle sedi delle cerimonie, riconoscendo il loro ruolo centrale nell’esperienza paralimpica.









