AFlushing Meadows non ci sono solo racchette e sudore: ci sono occhi fidati, code scodinzolanti e guinzagli blu con badge ufficiali. Ai campioni del tennis, in lotta sul cemento newyorkese degli Us Open, si affiancano i loro cani, compagni inseparabili di viaggi e di vita. Presenze discrete ma fondamentali, capaci di trasformare il torneo in un’esperienza più umana e meno solitaria.

Bella con Anna Kalinskaya

I badge più teneri del torneo

Negli spazi riservati agli atleti circolano tesserini speciali: piccole card con foto e nome dei cani, agganciate ai guinzagli come vere credenziali d’accesso. Una scena che ha conquistato il pubblico degli Us Open, considerato il torneo più “dog friendly” del Grande Slam.

Qui si muovono Bella, il Bassotto nano di Anna Kalinskaya, fotografato nella lounge dei giocatori; Mander, il Maltipoo di Marta Kostyuk, osservato con pazienza a bordo campo; e Quincy, il Labradoodle di Danielle Collins, che vive giornate da pascià tra colazioni in hotel di lusso e massaggi pomeridiani.