PORDENONE - Tra le preoccupazioni per il traffico di mezzi in corso d'opera, a quella per i 12mila 400 metri cubi di materiale che deriverà dagli scavi, o ancora alle esplosioni e gli effetti delle vibrazioni, all'Arpa che ricorda che la società è in liquidazione, fino al richiamo del Servizio Geologico della Regione Friuli-Venezia Giulia per i rischi della stabilità del versante.

L'avvio del procedimento per valutare un progetto di centrale idroelettrica sul torrente Vajont, nel comune di Erto e Casso ha visto arrivare in Regione 7 tra pareri e osservazioni. Al termine dell'istruttoria la Regione deciderà se il progetto potrà proseguire oppure se dovrà affrontare una procedura completa di Via, la Valutazione di Impatto Ambientale. Ci vorranno almeno 90 giorni se ne riparlerà quindi verso il 12 maggio. Il nodo non è tanto l'impianto idroelettrico in sé, ma il fatto che verrebbe realizzato in un'area geologicamente molto fragile e storicamente sensibile come quella del Vajont.

Il progetto riguarda una variante alla domanda presentata nel 2016 alla Welly red di Sacile e prevede la captazione dell'acqua dal lago residuo a valle della diga del Vajont, con una portata massima di 45 moduli e media di 15, per alimentare un impianto con un salto di circa 123 metri.