Jannik Sinner batte anche Daniil Medevedev, si prende la finale di Indian Wells con due tie-break da fuoriclasse (7-6 7-6), e rinasce a modo suo dopo le delusioni degli Australian Open e di Doha che frettolosamente avevano fatto sussurrare alla crisi. «Dedico la vittoria a Kimi Antonelli - dice raggiante la Volpe, dopo essersi picchiato la mano sul cuore quando l’ultimo colpo di Medvedev è volato via dopo aver infilato sette punti consecutivi dal 4-0 per il russo nel secondo tie-break. «E’ una bellissima vittoria, ed è bello vedere Daniil tornare ad alti livelli. Ho lavorato tanto, mi sono preparato al meglio, ora sono quasi senza parole. E capisco per la prima volta - scherza - cosa vuole dire sentirsi in Paradiso».
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Il trionfo gli vale anche l’ingresso in un club più che esclusivo: ora è il terzo ad avere in bacheca tutti i ‘1000’ che si giocano sul cemento - Indian Wells era l’unico che gli mancava - come prima di lui, da quando esiste la categoria, era riuscito solo a Roger Federer e Novak Djokovic. Di più, è anche il più giovane a conquistare tutti i ‘Big Title’, i grandi titoli sul ‘duro’, visto che ha già messo due tacche sugli Australian Open e uno sugli Us Open. C’è riuscito vincendo la battaglia fisica e mentale con Medvedev, che ha perso la sua terza finale a Indian Wells ma ha ritrovato fiducia e un posto fra i top 10. Il sigillo è stato lo scambio di 17 punti vinti nell’ultimo tie-break che gli ha aperto la strada per il matchpoint. E anche il distacco da Carlos Alcaraz, il numero 1 che fino alla vigilia sembrava imbattibile, ora si assottiglia. «Jannik ha imparato a stare nella difficoltà - dice Vincenzo Santopadre - ha vinto sette punti di fila dopo averne persi 8. Gli è servita anche la sconfitta di Alcaraz (battuto da Medvedev in semifinale), perché si era preparato ad un match durissimo». La prossima settimana, si ricomincia da Miami.











