Si è svolta presso l'Auditorium dell'Istituto Italiano di Cultura di Tokyo la proiezione del documentario Dacia, vita mia - Dialoghi giapponesi, presentato in occasione della Festa della Donna.

L'evento è stato introdotto dalla Direttrice dell'Istituto Prof.ssa Silvana De Maio e da un videomessaggio di saluto della stessa Dacia Maraini.

Il documentario, già presentato alla 20ma edizione della Festa del Cinema di Roma, è il primo lungometraggio di Izumi Chiaraluce, artista visiva e regista italo-giapponese. La sua ricerca artistica attraversa diversi ambiti - arte, architettura, cinema e scienza - e riflette sul tema dell'identità, utilizzando vari media tra cui disegno e pittura.

L'opera ha ripercorso alcuni momenti fondamentali della vita di Maraini: l'infanzia trascorsa in Giappone e l'esperienza del campo di prigionia in cui lei e la sua famiglia furono internati durante la Seconda guerra mondiale per aver rifiutato di aderire alla Repubblica di Salò; il ruolo dell'arte come forma di resistenza; l'eredità culturale dei suoi genitori; il legame con la sorella Yuki; il teatro e la scrittura. La proiezione ha permesso al pubblico di scoprire un ritratto intimo e profondo della grande autrice italiana, mettendo in luce il dialogo costante tra memoria personale e storia collettiva, nonché il rapporto speciale che lega la sua vicenda al Giappone. Il film, della durata di 84 minuti, è una produzione italo-svizzera di Michelangelo Film, Aura Film e Luce Cinecittà. La proiezione si è svolta in lingua italiana con sottotitoli in giapponese.