La testimonianza intensa di Dacia Maraini sulla sua infanzia nel campo di internamento giapponese di Nagoya ha segnato una delle giornate più partecipate della Fiera Internazionale del Libro di Vienna Buch Wien, che si conclude oggi.
L'autrice ha presentato al pubblico austriaco la nuova traduzione tedesca del suo libro Vita mia, offrendo ricordi e riflessioni che hanno profondamente coinvolto i presenti.
Al centro del suo intervento, anche una dichiarazione che sintetizza la sua visione del lavoro sulla memoria: "La memoria è una forma di resistenza.
Ho deciso di scrivere questo libro dopo tanti ripensamenti: è il momento di farlo, vista la situazione difficile e pericolosa che stiamo vivendo, in un'epoca segnata dalle guerre", ha affermato Maraini, accolta da una sala gremita. La presenza italiana alla Fiera è stata particolarmente rilevante grazie all'impegno dell'Istituto Italiano di Cultura di Vienna, che ha partecipato con successo a questa edizione di Buch Wien, organizzando incontri, presentazioni e momenti di dialogo molto seguiti.
"Il pubblico della fiera e dell'Istituto ha potuto ascoltare una testimonianza preziosa, che mostra come la letteratura possa insegnarci molto del presente raccontando il passato", ha dichiarato il direttore dellïIstituto Nicola Locatelli, definendo l'incontro con Maraini "una rara occasione di confronto e approfondimento".






