"Il 1968 ha portato una grande trasformazione dell'Italia, e grazie anche al femminismo abbiamo raggiunto la parità legale, ma con resistenze culturali ai cambiamenti.
Ora però si assiste ad un'involuzione del Paese che sta retrocedendo".
È l'analisi di Dacia Maraini, arrivata a Rio de Janeiro, Capitale internazionale del libro, per presentare la traduzione di "La lunga vita di Marianna Ucria" in portoghese, su invito del direttore dell'Istituto italiano di Cultura, Marco Marica.
In un incontro alla Biblioteca Nazionale, dove è stata accolta dal presidente della fondazione Marco Lucchesi, la scrittrice ha spiegato che in Italia si assiste ad una regressione ad esempio sul fronte pubblico, "della scuola con tagli gravissimi; della sanità che viene trascurata a favore di quella privata, e dell'ecologia" con pochi progetti per rimediare ai cambiamenti climatici.
Maraini ha poi puntato il dito sulla piaga dei femminicidi, sempre più numerosi: un fenomeno dovuto alla "crescente indipendenza delle donne, che alcuni uomini italiani non riescono ad accettare".






