A una settimana dal referendum, piove il durissimo intervento di Clementina Forleo: la magistrata pubblica un post sul "sistema" denunciato da Luca Palamara. Il messaggio è chiaro: votate Sì. Un testo, quello postato dalla presidente della terza sezione penale della Corte d'appello di Roma, destinato a far rumore. "Avete fregato a mio cugino a presidente di sezione senza neanche dirmelo? Tu come hai votato? Perché continuate a leccare C...O, anche dopo l’accordo che ha fatto con i giudici amministrativi?". Parole che finiscono per dare ulteriore concretezza al racconto del sistema correntizio reso pubblico negli anni da Palamara: un meccanismo in cui incarichi, avanzamenti e assetti interni sarebbero decisi da una ristretta cerchia di influenti.
Il caso esplode mentre si avvicina il voto del 22 e 23 marzo sul sorteggio dei membri togati del Csm, passaggio che i promotori del Sì descrivono come decisivo per spezzare logiche spartitorie e restituire trasparenza al governo autonomo delle toghe. Sullo sfondo resta la crisi di fiducia che investe la magistratura, aggravata da numeri e vicende che ne hanno indebolito la credibilità.
DOPO GLI INSULTI ARRIVANO LE MINACCE PER I "DISERTORI" DEL FRONTE DEL "NO"










