Se l’errore del pilota di Airbus A320neo di Scandinavian Airlines lo scorso 5 febbraio a Bruxelles non si è trasformato in tragedia, è solo grazie alla prontezza del primo ufficiale che si è accorto in tempo che il volo diretto a Copenhagen stava decollando dalla pista sbagliata. A un mese e dieci giorni dall’incidente sfiorato, l’inchiesta aperta ha svelato tutti i dettagli e la sequenza di clamorosi errori che hanno portato il pilota ad imboccare una via di rullaggio, per poi interrompere la corsa a pochi metri da un deposito di carburante dopo aver raggiunto una velocità di circa 220 chilometri orari.

Il disastro aereo di Bruxelles evitato solo grazie al copilota

Chissà se la sera del 5 febbraio scorso i 152 passeggeri a bordo del volo SK2590 diretto a Copenaghen si sono accorti che invece di immettersi sulla pista di decollo, ha virato sulla taxiway E1, cioè una via di rullaggio. La domanda è chiaramente retorica, visto che il comandante – un “56enne con 15.089 ore di volo alle spalle”, come riporta il Corriere della Sera – ha compreso tardi che qualcosa non andava. Il pilota nota “che la visuale frontale appare sempre più ristretta, ma non reagisce immediatamente”, hanno scritto gli investigatori. E nemmeno la torre di controllo ha capito che il velivolo aveva imboccato la pista sbagliata e rischiava di schiantarsi contro un deposito di carburante. La tragedia viene evitata solo grazie al primo ufficiale che capisce quanto lo spazio stia diventando troppo ristretto per poter decollare in tranquillità, poi si volta verso destra e nota che la pista di decollo è un’altra. A quel punto comincia a urlare: “No, questo non va bene. Stop! Stop! Stop! Stop!”. L’aereo è a 235 chilometri l’ora ma in quattordici secondi si blocca grazie ad una frenata tempestiva, fermandosi a 65 metri dalla recinzione e dal deposito.