È accaduto tutto in una manciata di minuti. il 5 febbraio scorso. Un volo della Scandinavian (Sas) con rotta da Bruxelles a Copenaghen, ha sfiorato di trasformarsi in una miccia per i depositi di carburante dello scalo. A bordo dell’Airbus A320neo viaggiavano 158 persone. "C'è stato un inizio normale, ma poi dopo pochi secondi c'è stata una frenata brusca e una manovra rapida", ha raccontato uno dei passeggeri. "Nessuno è rimasto ferito ma ho sentito che qualcosa è successo". E dall’inchiesta che è stata aperta subito dopo l’accaduto, si inizia a scoprire quel “qualcosa”: mentre l’aereo era a una velocità di quasi 200 chilometri orari il pilota ha frenato bruscamente, grazie al primo ufficiale che si è accorto che il velivolo era su una pista di rullaggio molto più corta di quella predisposta per i decolli. “Stop!” ha gridato. E lo ha ripetuto quattro volte. Il comandante è riuscito a fermare l’aereo a 65 metri dai depositi di cherosene dello scalo di Bruxelles.
Nel rapporto preliminare delle autorità belghe l’accaduto viene definito come un “serious incident” e neppure dalla torre di controllo è stato lanciato l’allarme al volo. Sempre nel rapporto si ipotizza la scarsa attenzione della catena di controllo a fronte del dover recuperare una serie di ritardi accumulati nella giornata con slot affollati di velivoli e una virata errata di cui nessuno si era accorto per tempo. Dall’allarme lanciato dal copilota alla frenata dell’aereo sarebbero intercorsi 9 secondi. E meno di 100 metri dallo schianto contro gli hangar del carburante.






