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Un'altra volta a parlare di arbitri, ma anche questo è calcio. Almeno da noi. La frenata dell'Inter fa rumore, il suo silenzio di più. L'ultimo, dopo il 2-2 con la Lazio dello scorso maggio, di fatto l'addio allo scudetto. Stavolta, con l'1-1 velenosissimo con l'Atalanta, il vantaggio resta ampio, ma certo il Milan ha l'occasione per eroderlo a misura di speranza. Sul tavolo, il gol del pareggio e un rigore subito dopo non concesso a Frattesi e, diciamolo subito, tante altre volte fischiato in Serie A (altrove un po' meno; difatti quando ancora eravamo in Europa, ci sorprendevamo).

Chivu espulso per proteste, doppio giallo sul gol del pareggio di Krstovic, minuto 82, l'inizio del finimondo. Fra Dumfries davanti e Sulemana che insegue il pallone non c'è contatto con le gambe, la mano dell'interista è sul petto dell'atalantino, viceversa quella dell'atalantino è sulla schiena dell'interista, che crolla a terra. È calcio, non fallo. Semmai un altro sport che si fa nell'acqua, non sotto la pioggia di San Siro, in questa vendetta della brutta stagione. L'Inter, Dumfries compreso, reclama proprio lo sgambetto. Che non c'è. Freddo Manganiello ad aspettare che finisse l'azione, epilogo triste per l'Inter, trafitta dal sinistro di Krstovic, 3 minuti dopo certificato dal Var (Gariglio e Chiffi).