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Morto a 96 anni il pensatore tedesco celebre per le sue teorie su comunicazione, ragione e opinione pubblica

A scorrere le fasi della vita del filosofo tedesco, mancato ieri a 96 anni, Jürgen Habermas, e i suoi studi, i suoi maestri, i titoli delle innumerevoli opere, con un po' di malinconia ci si accorge che è tramontato il tempo del grande pensiero ideologico del Novecento. Malinconia perché la filosofia rappresentava una scena politica dove era vitale il confronto delle idee nel configurare la visione del mondo e non la ricerca del dettaglio con cui garantirsi uno spazio culturale - filosofico, psicologico, sociologico, estetico.

La filosofia come visione del mondo: la filosofia è sempre stata questa, ma verso la fine del Novecento è sembrato più opportuno virare dalla visione ideologica all'interpretazione, alla cosiddetta ermeneutica che non compromette politicamente, che dichiara la morte delle ideologie e dei suoi fondamentali concetti metafisici (la verità, il bene, la bellezza) ma non ci dice un granché su cosa si sarebbe dovuto pensare.