Rimasta stranamente incolume nelle prime due settimane di guerra, l'isola di Kharg, con le sue strategiche infrastrutture petrolifere, diventa il nuovo obiettivo energetico degli Usa, che nella notte hanno lanciato un raid areo colpendo oltre 90 obiettivi militari.
Kharg (o Khark, che in persiano significa "dattero ancora acerbo") è una piccola isola, un affioramento corallino, di appena 20 chilometri quadrati - come due volte Capri o un terzo di Manhattan - situata nel Golfo Persico a soli 25 chilometri dalla costa iraniana e 483 chilometri a nord-ovest dello stretto di Hormuz.
La striscia di terra arida e cespugliosa ospita il più grande terminale di esportazione di petrolio greggio dell'Iran, gestendo circa il 90% delle esportazioni del Paese.
La moderna facciata industriale dell'isola nasconde un vasto patrimonio archeologico, con tracce di insediamenti umani che risalgono alla fine del secondo millennio a.C. Nella metà del XVIII secolo gli olandesi vi edificarono un emporio e un forte, che venne poi saccheggiato. Un secolo dopo venne occupata per un breve periodo dagli inglesi, durante la guerra anglo-persiana, ma tornò presto in possesso degli olandesi. Nel XX secolo Kharg ha conosciuto un rapido sviluppo durante il boom petrolifero iraniano degli anni '60 e '70.













