Alcuni contributi possono abbassare la pensione invece di alzarla. Ecco perché l’ordinamento italiano, quando non necessari al diritto, consente escluderli dal calcolo con la "neutralizzazione" (o "sterilizzazione" dei contributi sfavorevoli).

Un meccanismo valido per la pensione futura ma applicabile anche ai fini di un ricalcolo in aumento della pensiona già in pagamento, comprese quelle liquidate in anticipo, al momento del raggiungimento dell’età per la vecchiaia.

Più contributi non sempre equivale a una pensione più alta. I periodi con versamenti inferiori alla propria media possono infatti ridurre la base pensionabile e l’importo finale dell’assegno stesso. Da qui, la possibilità di escludere dal calcolo i contributi non necessari al diritto quando il loro utilizzo produce un trattamento meno favorevole.

Per quali pensioni escludere i contributi sfavorevoli

La neutralizzazione opera esclusivamente sulle pensioni calcolate con sistema retributivo o misto, nelle quali l’importo dell’assegno dipende dalla media delle retribuzioni degli ultimi anni. Sono potenzialmente interessati: