MESTRE - La prima volta che lei venne a sapere che il video stava circolando online è stato grazie alla foto della schermata di una chat di gruppo dove, tra le indicazioni operative per organizzare una grigliata tra amici, qualcuno aveva condiviso il file registrato appena tre giorni prima. Oggi, a distanza di dodici anni, quello stesso filmato continua a essere disponibile su tutti i principali siti internet pornografici: la ragazza è perfettamente riconoscibile e, se mai ci fossero dubbi, nome e cognome sono pure riportati nella descrizione; in tutto questo tempo si è tentato a più riprese di far sparire tutto, ma ogni volta il video finisce per essere caricato di nuovo sul web.
Un caso che intreccia i reati di "revenge porn" (che all'epoca dei fatti ancora non era previsto dalla legge italiana) e quelli di produzione, detenzione, diffusione o archiviazione di materiale pedopornografico, visto che quando è stata ripresa la "protagonista" non aveva ancora compiuto 18 anni; ieri la questione è tornata in tribunale: il ragazzo ritratto nel video assieme alla giovane - l'autore della registrazione - rischiava quattro anni e due mesi di carcere, è stato invece assolto per insufficienza di prove.






