Nel 1993 lo spot Sip della “telefonata che salva la vita” con Massimo Lopez era entrato nella quotidianità diventando battuta, lessico familiare. Trentatrè anni dopo quella pubblicità del fortino è tornata virale sui social come primo capitolo di una campagna della Tim in due tempi che ha riproposto quel personaggio che aspettava di essere fucilato con tutti gli aggiornamenti del tempo che passa. La nuova campagna è firmata dal regista di Perfetti sconosciuti e FolleMente Paolo Genovese.
Cosa significa riprendere uno spot storico e rinnovarlo dopo più di trent’anni?
"Per me è stato molto emozionante. Ero un ragazzino che muoveva i suoi primi passi in pubblicità in quegli anni, erano anni in cui le campagne erano in qualche modo una fotografia della società, c’erano spot che entravano nel tessuto sociale, venivano citati, diventavano modi di dire… “o così o Pomì” su tutti. La comunicazione e la narrazione si fondevano sempre rispettando le regole della pubblicità ma in modo molto intelligente con una acuta osservazione della realtà. Riprendere uno di quegli spot iconici è stato molto interessante”.
Lo firmava Alessandro D’Alatri che vinse anche dei premi.
“Questo rende il tutto per me ancora più significativo. Alessandro è stato per me un amico e un maestro, sono stato giovane pubblicitario, assistente, su tanti suoi set. Ci conoscevamo bene, ci siamo incontrati sempre negli anni. Rifare una cosa che aveva fatto lui ha avuto per me anche un valore sentimentale”.









