"Continuiamo a tenere la situazione sotto stretta osservazione, insieme agli uffici operativi delle compagnie di navigazione, in raccordo con il ministero degli Affari Esteri e la rete diplomatica delle nostre ambasciate, che sta confermando un altissimo livello di preparazione e attenzione, così come con il ministero dei Trasporti anche tramite il Comitato Interministeriale per la sicurezza marittima".

Così Stefano Messina, presidente di Assoarmatori.

"La prima preoccupazione - ha detto Messina - era e rimane quella relativa alla sicurezza degli equipaggi.

L'obiettivo è quello di tenere le navi lontane da quest'area così a rischio.

Questo perché lo Stretto di Hormuz non è ufficialmente chiuso, ma nei fatti è come se lo fosse: gli ultimi dati parlano di un crollo dei transiti vicino al 90% dall'inizio del conflitto, e a passare sono quasi esclusivamente navi per così dire vicine a interessi iraniani.