A quel punto, l'uomo più piazzato risponde, con un accento che Marin riconosce essere quello della sua terra: "Tu sei un pio pio, devi smetterla". Stesse parole - la scritta pio pio - che, più tardi, l'uomo ritroverà in casa ripetute più volte su un drappo, come una minaccia. A quel punto, il padrone di casa ha impugnato l'arma e l'ha mostrata ai due malviventi: "Adesso come la mettiamo? Se ve ciapo, ve copo", ha replicato. Un avvertimento che è bastato a convincere il più magro a tentare la fuga, saltando a bordo del furgone bianco Transit di proprietà della vittima. L'altro, invece, ha sfidato nuovamente Marin: "Gli ho detto: non voglio farvi male, lasciate stare il furgone e andate via", racconta il macellaio secondo cui, a quel punto, l'uomo più grosso gli ha risposto: "E se no cosa mi fai? Allora ho buttato via l’ascia, sono arretrato e ho ripetuto: andatevene, chiudiamola qua. Ma anche il secondo uomo è salito sul Transit, che però non è partito".Una volta capito che la fuga non sarebbe stata semplice e veloce, la strategia dei malviventi è cambiata: uno dei ladri ha afferrato Marin da dietro, ma lui è riuscito a divincolarsi. Da lì è iniziato lo scontro: "L’ho buttato per terra e ho rifilato una testata al complice, che poi mi ha afferrato per i capelli, picchiandomi. Ho cominciato a menare pugni a entrambi, ho ancora la mano gonfia, ma almeno sono scappati, a piedi per i campi". L'incubo era finito, ma lo stato di forte agitazione lo ha accompagnato ancora per un bel po'. "Con l’adrenalina a mille ho acceso tutte le luci, mi sono preparato una camomilla e fumato dieci sigarette. Tremavo. Quando sono riuscito a calmarmi ho chiamato i carabinieri e ho presentato un esposto contro ignoti".Passate le 2, è arrivata una pattuglia, insieme alla quale Marin ha controllato tutta la casa: "I due uomini hanno tentato di rompere un vetro, scassinato una porta e lasciato un drappo con la scritta Pio Pio ripetuta tante volte: è una minaccia, l’ho consegnato ai carabinieri. E poi hanno lasciato un bastone piantato per terra con una lattina di Coca Cola infilata in cima, altro avvertimento. Forse sono arrivati un’ora prima rispetto a quando i cani li hanno sentiti, mi avranno seguito".