Quando la polizia è arrivata nel suo appartamento, lei credeva che l’ex fidanzato, che da mesi la perseguitava e che anche quel giorno le aveva sfondato la porta di ingresso di casa, fosse andato in via. È corsa sul pianerottolo, e ha detto piangendo agli agenti che l’incubo, forse, era finito. Ma i poliziotti hanno controllato la casa e hanno beccato l’uomo ancora nascosto nell’armadio della camera da letto, con il coltello in mano.

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La coppia non viveva più insieme da tempo: i due si erano lasciati e conducevano vite separate. Lei stava in un appartamento di Barriera Di Milano, quartiere nella zona nord della città, dove troppo spesso lui, un uomo sui trent’anni, continuava a presentarsi. Nei mesi scorsi lei l’aveva denunciato più volte proprio perché lui le aveva buttato giù la porta di casa, sfondandola a calci.

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Così ha fatto anche il 3 novembre scorso. A chiamare il numero di emergenza 112 sono stati i vicini di casa che hanno sentito la donna chiedere aiuto. Grida disperate. Gli agenti del commissariato San Donato, quando sono arrivati nel condominio, hanno trovato la porta d’ingresso dell’alloggio forzata e danneggiata. La donna li attendeva e ha raccontato che, nel frattempo, si era nascosta in bagno, per sfuggire all’aggressione dell’ex.