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14 MARZO 2026
Ultimo aggiornamento: 9:09
Neppure Caracas si è salvata dai tentacoli di Jeffrey Epstein. L’imprenditore statunitense, morto nel 2019, condannato per abusi sessuali e traffico di minori, ha investito fino a 4,5 milioni di dollari su Bond emessi dal colosso Petróleos de Venezuela sociedad anónima (Pdvsa). Il suo broker di riferimento era Francisco D’Agostino, anch’egli imprenditore, ispano-venezuelano, arrestato a Bardonecchia il 5 gennaio – su mandato di cattura dell’Interpol – e scarcerato cinque giorni dopo su ordine della Corte d’appello di Torino, nonostante la richiesta di estradizione di Caracas. “Sussistono gravi indizi di colpevolezza, ma bisogna tenere conto della situazione esistente in Venezuela sulla condizione dei detenuti nelle carceri”, è la motivazione con cui la giudice Alessandra Pfiffner esclude l’eventuale estradizione a Caracas, dove D’Agostino è accusato di “truffa aggravata”, “traffico e commercio illecito di risorse o materiali strategici”, “riciclaggio” e altri reati. D’Agostino – cognato di Luis Alfonso de Borbón e dell’ex-parlamentare Henry Ramos Allup – è stato ospite alla Little Saint James, meglio nota come Epstein Island, dove ha stretto un rapporto d’amicizia con l’imprenditore, come si evince nel carteggio di mail desecretato dal Dipartimento di Stato Usa.






