A un passo dalla pensione ma c'è voglia già di assaporare il tempo libero e rallentare sul lavoro? Adesso si può. La posizione previdenziale diventa flessibile, esattamente come un part-time. Al mattino lavoratori, al pomeriggio pensionati. Qualche giorno fa il Parlamento ha dato il via libera al nuovo part-time incentivato nel quadro della legge annuale sulle piccole e medie imprese. Un modo per creare un terreno fertile per il cambio generazionale e avvicinare i lavoratori al meritato riposo. La misura, di fatto, è in via sperimentale per il biennio 2026-2027 ed è rivolta a tutti i lavoratori del settore privato che raggiungeranno i requisiti per accedere al trattamento previdenziale all'inizio del 2028.

Una staffetta generazionale che potrebbe portare ulteriori benefici al mercato del lavoro che proprio ieri, dati Istat alla mano, ha fatto registrare un'altra impennata del livello di occupazione. Ma come funziona questo effetto yo-yo tra lavoro e pensione? Partiamo dalla riduzione dell'orario: si può tagliare il 25 per cento o il 50 per cento del tempo trascorso sul posto di lavoro. Ma non finisce qui. La norma prevede una serie di incentivi che possono rendere questo percorso piuttosto appetibile per chi vuole mettere da parte, almeno negli ultimi anni di carriera, il tempo dedicato al lavoro e godersi di più tutto ciò che "c'è lì fuori", come spesso si usa dire quando si annusa l'assegno previdenziale.