Svolta in arrivo a breve nella governance di Pirelli, dopo il mancato rinnovo del patto tra i principali azionisti in scadenza a maggio. Sul tema è intervenuto anche il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso: «La questione deve essere esaminata anche con riferimento ai profili inerenti alla normativa sul golden power. Come già evidenziato in precedenza, è interesse di tutti i soci che Pirelli, quale azienda di rilevanza nazionale, possa continuare a operare senza limitazioni e con successo in tutti i propri mercati di riferimento, incluso quello statunitense», ha spiegato il ministro. Tra i soci italiani di Pirelli, guidati da Marco Tronchetti Provera, e il primo azionista Sinochem è da tempo in corso un braccio di ferro sulla governance del gruppo produttore di pneumatici affinché le nuove normative statunitensi in materia di tecnologie cyber non penalizzino l’azienda a causa della presenza nell’azionariato del socio cinese. Ora però una soluzione è possibile. Passaggio clou la prossima settimana. Lunedì – secondo quanto apprende Radiocor – sono previste le audizioni davanti all’Ufficio Golden Power della Presidenza del Consiglio dei tre protagonisti della vicenda per provare a sbloccare l’empasse culminata nella disdetta del patto parasociale: Pirelli teme per l’utilizzo della propria tecnologia CyberTech sul mercato americano a causa delle nuove normative Usa pronte a entrare in vigore; Camfin (che ha il 25,5% e punta al 29,9%) punta a un ridimensionamento dell’azionista cinese; Sinochem, forte del suo 34%, sembra disponibile solo a soluzioni non definitive per mantenere il suo primato nell’azionariato. Dopo le audizioni è probabile che siano necessarie alcune settimane all’Ufficio Golden Power per trovare un punto di equilibrio. Sul tavolo diverse opzioni a cominciare dal blind trust a cui conferire le quote di Sinochem. .