La guerra scatenata in Iran da Usa e Israele 15 giorni fa continua a dominare la scena sui mercati finanziari globali.

A due settimane dal primo attacco l'Asia ha sofferto per l'ennesima volta, con Tokyo in rosso dei oltre l'1%. L'Europa invece che ha fallito un tentativo di rimbalzo, mandando in fumo complessivamente 1.162 miliardi dall'inizio della guerra. Milano ha lasciato sul campo lo 0,31%, Londra lo 0,43%, Madrid lo 0,47%, Francoforte lo 0,6% e Parigi lo 0,91%.

Le piazze europee hanno navigato a vista, seguendo le fluttuazioni del greggio. Quest'ultimo è sceso con decisione a metà seduta sulla scia dell'annuncio che gli Usa compreranno petrolio russo dalle navi già in transito, per invertire la rotta nel finale. Ma poi è risalito a fine giornata: il Wti ha chiuso con un balzo del 3,36%, a 98,95 dollari al barile, il Brent con un rialzo del 2,87%, oltre quota 100, fino a 103,34 dollari. Secondo una analista di Natixis Wealth Management anche in caso di conflitto breve la corsa del greggio avrà "un impatto negativo tangibile sulla crescita economica e sull'inflazione" e proprio la settimana prossima la Fed si riunirà per decidere sui tassi Usa, il cui Pil trimestrale è salito dello 0,7% contro l'1,5% atteso, mentre l'inflazione è salita al 3,1 su base annua. Ma non è finita. Gli analisti di Goldman Sachs prevedono prezzi del greggio "sopra al picco del 2008, vicino ai 150 dollari al barile, qualora i flussi attraverso lo stretto di Hormuz rimanessero depressi fino a marzo". Le contromisure adottate finora, del resto, non hanno avuto infatti grandi effetti. All'inizio della guerra contro l'Iran, osserva l'analista di Bloomberg Javier Blas, "gli Usa hanno permesso all'India di acquistare i barili del Cremlino che erano già sulle navi, poi hanno esteso la misura a qualsiasi Paese". Una mossa per "guadagnare tempo sul prezzo del petrolio", mentre a l'unica soluzione è "riaprire lo Stretto di Hormuz", poiché "le petroliere non riprenderanno a navigare fino alla fine delle ostilità". Secondo Blas il mercato petrolifero "aggiungerà dai 3 ai 6 dollari al barile al prezzo di riferimento per ogni giorno in cui la guerra continuerà".