Roma, 13 mar. (askanews) – “L’Italia non partecipa e non prenderà parte alla guerra, come ha ribadito il presidente del Consiglio in Parlamento”. Dopo due ore e mezza di riunione al Quirinale, il Consiglio supremo di Difesa, convocato dal presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, per analizzare lo scenario della crisi in seguito alla guerra in Iran, riafferma la linea del governo che la premier Giorgia Meloni ha illustrato alle Camere mercoledì scorso. In più mette l’accento sulla “grande preoccupazione” per la crisi di quell’ordine internazionale “incentrato sull’Onu” e lancia l’allarme sul rischio di “gravissime iniziative di organizzazioni terroristiche”.

Al tavolo del Colle, oltre a Mattarella e Meloni, ci sono i ministri Tajani, Crosetto, Giorgetti, Urso, Piantedosi, il segretario generale del Quirinale Ugo Zampetti, il capo di Stato maggiore della Difesa Portolano. Accanto al capo dello Stato, il consigliere e segretario del Consiglio Francesco Saverio Garofani.

Nel comunicato di tre pagine diffuse al termine della riunione, in cui si rimarca “il pieno rispetto dell’articolo 11 della Costituzione” secondo cui “l’Italia ripudia la guerra”, viene sottolineato che lo scenario di crisi è stato causato “dell’azione militare degli Stati Uniti e di Israele contro l’Iran”, un’azione che il Consiglio supremo di Difesa annovera tra le azioni unilaterali che indeboliscono quel multilateralismo, di cui l’Onu è pilastro fondamentale, che il capo dello Stato non perde mai occasione di sostenere.