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I sanitari, durante l'operazione, non avevano legato le tube. La donna non era però stata informata e credeva di essere sterile

© ansa

Aveva scelto di non diventare madre, ma è comunque rimasta incinta. La donna si era sottoposta all'intervento per la chiusura delle tube di Falloppio, un metodo contraccettivo chirurgico che prevede la legatura delle tube per evitare la fecondazione. Non fosse che, in sala operatoria, proprio questo passaggio è saltato: durante l'operazione, i sanitari non hanno legato le tube. E, peggio ancora, non hanno avvisato la paziente che, credendo di non essere più fertile, è rimasta incinta.

Il caso è finito in tribunale, dove i magistrati hanno stabilito la violazione del diritto all'autodeterminazione nelle scelte sulla procreazione e, per questo, hanno stabilito che l'azienda sanitaria dovesse pagare un risarcimento danni per la gravidanza indesiderata. Per il danno dubito da Asuit, l'Azienda sanitaria universitaria integrata del Trentino, sono stati citati in giudizio due medici.