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Non accennano a fermarsi le polemiche che circondano Timothée Chalamet, attore canadese nominato agli Oscar 2026 per il film Marty Supreme. Ecco tutto quello che c’è da sapere
Mancano ormai pochi giorni alla consegna dei Premi Oscar, che verranno consegnati nella notte tra il 15 e il 16 marzo (ora italiana), in un’atmosfera tesa a causa delle tensioni internazionali tra USA e Iran. Ma non è solo il panorama politico ad accendere le discussioni intorno agli Academy Awards. In questi giorni, infatti, l’attore Timothée Chalamet è al centro di una polemica che è esplosa a livello globale e che potrebbe aver compromesso la sua corsa all’Oscar come Miglior attore protagonista per il film Marty Supreme.
Tutto è iniziato lo scorso 24 febbraio, quando l’attore è stato invitato a parlare al CNN x Variety Town Hall insieme al collega Matthew McConaughey. Durante questa conversazione sull’arte, il cinema e in generale il mondo dello spettacolo, Timothée Chalamet ha dichiarato: "Non voglio lavorare nel balletto o nell'opera, o cose che, sai, "hey, teniamo questa cosa viva" anche se a nessuno importa niente di queste cose, ormai." Le sue parole hanno, naturalmente, suscitato una grande indignazione. In tutto il mondo i teatri e i ballerini hanno risposto alle parole dell’attore, diventato famoso grazie alla sua interpretazione di Elio nel film Chiamami col tuo nome, diretto da Luca Guadagnino. Alcuni teatri, come l’Opera di Seattle, hanno addirittura utilizzato il nome dell’attore per ottenere sconti sugli spettacoli in cartellone. E tra le tante persone che hanno risposto alla provocazione di Chalamet c’è stato anche Andrea Bocelli che ha detto: “Sono convinto che un interprete sensibile come Timothée, che comprende il potere delle emozioni, possa un giorno scoprire che l’opera e la danza attingono a quella stessa fonte. Se mai ne fosse curioso, sarei felice di accoglierlo come ospite a uno dei miei concerti. A volte bastano pochi minuti di ascolto, di questa musica dal vivo per capire perché, dopo secoli, continua a essere amata in tutto il mondo."














