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13 MARZO 2026
Ultimo aggiornamento: 16:46
“È frustrante sapere che ogni volta ricostruiamo la nostra vita e, poco dopo, Israele ci attacca e la distrugge. Siamo esausti», racconta Maya Ayache, volontaria per le famiglie sfollate di Beirut, in una videotestimonianza mandata al Fattoquotidiano.it. Il Libano, martoriato dai bombardamenti da più di dieci giorni, vede ormai oltre di 800mila sfollati, circa 1500 feriti e oltre 600 morti. “La maggior parte delle vittime sono civili”, spiega Majdi Majzoub, rifugiato palestinese del campo profughi di Chatila, nella capitale libanese. La vita quotidiana dei cittadini è stata stravolta, i negozi sono chiusi, il meridione sfollato e “temiamo un’occupazione permanente, è difficile immaginare un futuro ora”, continua Ayache.
Le colonne di fumo si alternano ai profili dei grattacieli di Beirut, dove torna ad aleggiare il fantasma della guerra dopo meno di due anni dagli ultimi bombardamenti di Tel Aviv. Le evacuazioni e gli attacchi israeliani sono diretti principalmente contro il sud del paese e i quartieri meridionali di Beirut, noti per ospitare Hezbollah anche se in quelle zone vivono















