L’Italia monitora la petroliera russa “Arctic Metagaz” alla deriva e carica di 900 tonnellate di gasolio e due serbatoi di gas liquefatto che questa mattina si stava allontanando di qualche miglio dall’isola di Linosa, in direzione est. Una veduta aerea del 3 marzo 2026, ripostata su X da OSINTdefender, mostra un grande buco nello scafo bruciato della nave, che avrebbe preso fuoco nel Mediterraneo dopo essere stata presa di mira da un drone navale non identificato vicino a Malta.
«Premesso che l’imbarcazione si trova attualmente all’interno della zona SAR maltese, e che le autorità di Malta hanno stabilito una distanza di sicurezza minima di 5 miglia nautiche, il Governo italiano ha assicurato al Governo de La Valletta la condivisione del monitoraggio avviato fin dal primo momento», si legge in una nota di Palazzo Chigi dopo il vertice, presieduto dalla premier Giorgia Meloni, sulla «situazione della nave LNG Arctic Metagaz, battente bandiera russa, che trasporta consistenti quantitativi di gas, olio pesante e gasolio e che da alcuni giorni si trova alla deriva, senza equipaggio, nel Mar Mediterraneo». «L’Italia - viene spiegato - ha inoltre confermato la propria disponibilità a svolgere attività di supporto, in attesa delle determinazioni delle autorità maltesi, con le quali rimane in costante contatto».











