"La riforma dell'ordinamento forense non avvenga a discapito delle altre professioni e non intervenga negli ambiti delle loro competenze": lo sottolinea, in una nota, il presidente del Consiglio nazionale degli architetti Massimo Crusi.

"Non possiamo che esprimere la nostra preoccupazione per l'esito dei lavori svoltisi nei giorni scorsi presso la Commissione Giustizia della Camera dei Deputati, nel corso dell'esame del disegno di legge delega sull'ordinamento forense, perché la riforma di un ordinamento professionale non può e non deve affrontare in modo univoco le competenze delle altre categorie e, come in questo caso, interferire, limitandola fortemente, nell'attività di consulenza tecnica che gli altri professionisti, tra i quali gli architetti, svolgono mettendo in campo competenze e conoscenze".

Per il presidente, poi, "tutto ciò appare fortemente in contraddizione con il processo avviato attraverso il disegno di legge delega per il riordino delle professioni (che interviene su 15 categorie ed è al vaglio del senato, ndr), che, tornando finalmente a puntare i riflettori sull'importanza del ruolo economico, sociale e culturale dell'intero settore, intende mettere in luce, così ci era sembrato, il potenziale di tutte le professioni e non solo di alcune", termina la nota.