Che cosa accadrà ai nostri figli? “Non lo so. Non riesco a immaginare il loro futuro. Il domani non è più prevedibile. La tecnica ha assoggettato il mondo. Scambia lo sviluppo per progresso”. Parola di Umberto Galimberti, filosofo, psicanalista, psicologo, antropologo e sociologo. “È regolata da una razionalità rigorosissima, raggiunge il massimo degli obiettivi con il minimo dei mezzi e mette l’uomo fuori dalla storia. Ma l’amore non è razionalità, e neppure il dolore, la fede, il sogno, l’ideazione lo sono”, dice, intervistato per i quotidiani di “Nord Est Multimedia”.
La fine delle civiltà
Non sarà forse per questo che gli Italiani hanno sostanzialmente smesso di fare figli, domanda il giornalista? “I figli sono un ostacolo all’edonismo sfrenato” replica Galimberti. “Il denaro è diventato l’unico generatore simbolico di valori. Non sappiamo più che cosa è bello, vero, giusto, santo”. E ‘attacca’: “Siamo il popolo più debole della terra. Per mangiare, apriamo il frigo anziché sudare nei campi. L’impero romano finì così, fra postriboli e spettacoli circensi. Non lavorava più nessuno. Dovette importare i barbari per fare le guerre e le opere idrauliche. Un tempo pensavo che le civiltà finissero per cause economiche. Ora invece sono certo che muoiono per decadenza dei costumi“.






