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13 MARZO 2026

Ultimo aggiornamento: 11:23

Un nuovo elemento emerge nell’inchiesta sulla morte di Liliana Resinovich, la 63enne scomparsa a Trieste la mattina del 14 dicembre 2021 e ritrovata senza vita il 5 gennaio successivo nel boschetto dell’ex ospedale psichiatrico provinciale. Secondo quanto emerso dalle analisi tecniche, sulle scarpe della donna sarebbe stata individuata una traccia di zirconio, una sostanza abrasiva particolarmente resistente utilizzata in vari processi industriali e anche nelle operazioni di affilatura delle lame. Un dettaglio che, secondo il genetista forense Paolo Fattorini, risulta “meritevole di approfondimento”. Proprio per consentire ulteriori verifiche, la giudice per le indagini preliminari del tribunale di Trieste Flavia Mangiante ha concesso una proroga di trenta giorni per il deposito della perizia affidata al pool di esperti composto, oltre che da Fattorini, da Chiara Turchi ed Eva Sacchi.

Gli specialisti sono stati incaricati di individuare eventuali tracce di Dna o altri elementi utili sulle corde trovate sul corpo della donna: il cordino stretto attorno al collo che teneva chiusi i due sacchi di plastica in cui era infilata la testa e quello utilizzato per legare le chiavi. Si tratta della seconda proroga concessa agli esperti, dopo una precedente estensione di due mesi. L’udienza per l’esame degli esiti tecnici, inizialmente prevista a fine mese, è stata quindi rinviata al 26 giugno.