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Un detenuto sorpreso a Poggioreale con smartphone e hashish, mentre i carabinieri intercettano altri carichi nel quartiere San Carlo all’Arena

Un’altra consegna sospetta via drone è stata fermata all’interno del carcere di Poggioreale, uno dei penitenziari più grandi e critici del Mezzogiorno. Nelle prime ore del mattino la polizia penitenziaria ha colto un detenuto mentre, nelle docce di un padiglione, trasferiva una busta contenente tre smartphone di ultima generazione e due panetti di droga del peso complessivo di circa 150 grammi, materiali che erano appena giunti dall’esterno tramite un velivolo senza pilota poi riuscito ad allontanarsi. L’uomo è stato bloccato e il carico, pronto per essere smerciato agli altri ristretti, è stato sequestrato.

L’episodio conferma una tendenza che, secondo il sindacato Uspp, evidenzia una “guerra tecnologica quotidiana nelle carceri italiane”. Giuseppe Moretti e Ciro Auricchio, rispettivamente presidente e segretario dell’organizzazione di polizia penitenziaria, hanno sottolineato come metodi sempre più sofisticati e precisi mettano sotto pressione le capacità di controllo interne e richiedano strumenti avanzati come sistemi anti drone o jammer per schermare le frequenze radio.