È, a tutti gli effetti, un sito del movimento politico che ha portato a Bruxelles Ilaria Salis e Mimmo Lucano. «Oggi più che mai è fondamentale permettere, agevolare e stimolare la partecipazione delle cittadine e dei cittadini alla vita democratica del Paese - si legge nel sito - Eppure, nonostante le richieste, le proposte e le iniziative che abbiamo messo in campo come Alleanza Verdi e Sinistra, il governo Meloni continua a non consentire il voto fuori sede. Tante e tanti rischiano così di non potersi esprimere sul referendum costituzionale. Per questa ragione, come Alleanza Verdi e Sinistra, fortemente impegnati nella campagna per il No, abbiamo deciso di metterci nuovamente a disposizione delle cittadine e dei cittadini, riservando i nostri posti come rappresentanti di lista per consentire anche a chi è fuori sede di votare. Per partecipare è sufficiente registrarsi compilando il modulo al link seguente. Sarete successivamente contattati dai nostri referenti sul territorio per definire la documentazione necessaria e diventare rappresentanti di lista di Avs». Evidentemente i nipotini di Carlo Marx hanno dimenticato come sia stata proprio la Meloni ad aver avviato le prime sperimentazioni del voto fuori sede che consentiranno, nei prossimi mesi, di rendere stabile questa modalità. «Sarebbe interessante sapere se, oltre ad essere ricontattati ea ricevere la documentazione per svolgere il ruolo di rappresentante di lista, gli interessati si vedono recapitare anche altro, magari la tessera di partito – ha ricordato il consigliere comunale di Fdi a Firenze, Matteo Chelli. A sinistra urlano, sbraitano, ma non combinano niente. Il governo lavora e costruisce. La differenza sta tutta qui».