Segui tutte le inchieste del Fatto Quotidiano

Ultimo aggiornamento: 10:36

Nel silenzio dell’aula della Corte d’assise di Parma, Chiara Petrolini – la ragazza accusata di aver ucciso i due figli neonati partoriti a distanza di un anno l’uno dall’altro seppellendoli dopo la nascita – ha scelto di parlare. Per circa sette minuti, con voce monocorde e leggendo da un foglio, la giovane imputata per l’omicidio premeditato e la soppressione dei cadaveri dei suoi due figli neonati ha reso dichiarazioni spontanee davanti ai giudici che la stanno processando. Il procedimento riguarda la morte dei due bambini partoriti, secondo l’accusa, nel maggio 2023 e nell’agosto 2024.

Nella sua breve dichiarazione la ragazza – dichiarata capace di intendere e volere dai periti del Tribunale – ha respinto l’immagine di sé emersa nel racconto pubblico della vicenda. “Sono stata anche descritta come un’assassina, come una madre che uccide i suoi figli, ma non sono questo. Io non ho mai voluto fare del male ai miei bambini”, ha affermato davanti alla Corte. Poi ha aggiunto: “Quei bambini erano parte di me, non gli avrei mai fatto del male, è una sofferenza che distrugge dentro”.

Nel corso dell’intervento l’imputata ha provato a raccontare il proprio stato d’animo negli ultimi anni, descrivendo una distanza tra l’immagine esterna della sua vita e la percezione interiore di sé. “Molti qui fuori mi hanno descritto come una brava ragazza, con la famiglia, amici, un ragazzo, che lavorava e studiava, ma questa era solo apparenza. Dentro mi sentivo sola anche quando non lo ero davvero. Era uno spazio vuoto che nessuno riusciva a riempire. Un malessere che mi accompagnava in tutte le mie giornate, mi sentivo sbagliata e giudicata”. La giovane ha poi affrontato uno dei punti centrali della vicenda processuale, quello della consapevolezza della gravidanza. “Ho sempre dichiarato che sapevo di essere incinta ma perché mi sembrava l’unica spiegazione possibile. Non ho mai fatto un test di gravidanza, non sono mai stata sicura di esserlo”, ha detto.”.