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13 MARZO 2026

Ultimo aggiornamento: 16:12

Non c’è richiesta di ergastolo perché la procura di Parma ha considerato attenuanti generiche la giovane età e “l’immaturità”. La pm Francesca Arienti e il procuratore capo Alfonso D’Avino hanno chiesto 26 anni per Chiara Petrolini, la 22enne imputata per la morte dei suoi due figli neonati e poi seppelliti nel giardino di casa nel Parmense. La richiesta è stata formulata al termine della requisitoria ritenendo la giovane responsabile di tutti i reati contestati: due omicidi volontari premeditati e due episodi di soppressione di cadavere. Ai neonati fu tagliato il cordone ombelicale, morirono per shock emorragico e furono nascosti sotto uno strato di terra.

Il processo ricostruisce la vicenda dei due bambini partoriti in momenti diversi -a distanza di poco più di un anno l’uno dall’altro – e poi sepolti nel giardino della casa familiare a Traversetolo. Nel corso della requisitoria, la pm Arienti ha sottolineato con forza la concretezza delle vittime, parlando di “due bambini reali” e non di figure astratte. Per questo in aula ha mostrato l’immagine del neonato ritrovato nell’agosto 2024, spiegando: “Siamo qui per la morte di due bambini che non esistono solo sulla carta, sono realmente esistiti”. La magistrata ha chiamato i due piccoli con i nomi scelti dai genitori al momento del riconoscimento per il certificato di morte: Angelo Federico, il secondo figlio partorito ma il primo a essere ritrovato nel giardino della casa di Traversetolo, e Domenico Matteo, nato l’anno precedente e del quale sono state rinvenute soltanto le ossa.