Roma, 13 mar. (askanews) – L’atteso vertice tra il presidente degli Stati uniti Donald Trump e il leader cinese Xi Jinping, indicato dalla Casa bianca tra il 31 marzo e il 2 aprile, resta avvolto da diverse incertezze nonostante l’annuncio fatto da Washington nelle scorse settimane. Il summit, che secondo i piani dovrebbe svolgersi a Pechino, non è stato ancora formalmente confermato dalle autorità cinesi e molti aspetti dell’incontro restano indefiniti.

Secondo analisti cinesi e fonti diplomatiche, a Pechino cresce una certa frustrazione per la mancanza di indicazioni chiare da parte della Casa Bianca sull’agenda del presidente americano e sui possibili accordi che potrebbero essere annunciati durante la visita. Anche negli Stati uniti regna l’incertezza: diversi leader aziendali americani non sanno ancora se saranno invitati a far parte della delegazione che accompagnerà Trump, una pratica generalmente comune nelle visite presidenziali in Cina data l’importanza economica del paese asiatico.

La differenza di stile tra le due diplomazie contribuisce a spiegare parte delle difficoltà organizzative. La leadership cinese tende a preparare con largo anticipo ogni dettaglio delle visite del presidente Xi, mentre Trump ha spesso rivendicato l’utilità dell’imprevedibilità come strumento negoziale. Di solito la pianificazione di una visita di questo tipo inizia mesi prima. Questa volta è partita molto tardi ed è ancora in cors.