Il 2026 è iniziato come un anno terribile per il Canton Vallese, con la strage di Crans Montana, le cui conseguenze giudiziarie e politiche sono ben lontane dal concludersi. Per non parlare di quelle fisiche per i sopravvissuti all’incendio del bar Le Constellation, e al lutto di chi ha perso un proprio caro.
A una settantina di chilometri da Crans è, però, tutto un altro Vallese. Lì svetta il Cervino, uno dei simboli della Svizzera e, ai piedi del Cervino, c’è Zermatt che, grazie al fascino di quella montagna alta 4478 metri, ha costruito da decenni la propria fortuna di località alla moda. Per la gioia di una ricca clientela internazionale. Sul ghiacciaio del Cervino si può sciare tutto l’anno. Inoltre, a Zermatt, si gioca a golf, si va a cavallo, si praticano il trekking e la mountain bike. E negli alberghi a 5 stelle c’è tutto quello che serve per un soggiorno all’insegna del lusso.
Senz’auto dal 1947
Un lusso oltretutto “green” se consideriamo che, sin dal 1947, le auto sono bandite da Zermatt, raggiungibile solo in treno. Oppure, per chi non bada a spese, facendo capo agli elicotteri di Air Zermatt. Ma c’è un aspetto di questa località vallesana che vale la pena sottolineare interamente. Lo ha spiegato, sul quotidiano economico Handelszeitung, l’esperto di marchi Stefan Vogler, per il quale “Zermatt e il Cervino sono sinonimi: senza l’uno l’altro non esisterebbe”.






