Segui tutte le inchieste del Fatto Quotidiano
13 MARZO 2026
Ultimo aggiornamento: 7:51
Le organizzazioni e le persone che diedero origine alla gigantesca mobilitazione popolare sulla Palestina, a partire dai portuali di Genova, manifesteranno a Roma il 14 marzo per il No al referendum. L’appuntamento è stato lanciato da diverse settimane, come necessità di far sentire la voce di un No “sociale”.
Lo stesso tipo di No che era stato messo in campo nel 2016 verso la controriforma costituzionale di Matteo Renzi. Allora come oggi, le modifiche in senso autoritario della Costituzione si combinavano con lo smantellamento dei diritti del lavoro e dello stato sociale. Renzi aveva abolito uno dei principi fondanti della costituzione materiale del paese, l’articolo 18 dello Statuto dei lavoratori, che tutelava contro i licenziamenti ingiusti. Poi l’allora capo del governo aveva deciso di cambiare anche la Costituzione formale. Autoritarismo nelle istituzioni nel nome della “governabilità” – parola impugnata originariamente da Bettino Craxi per affermare che il governo viene prima di tutto – assieme alla massima libertà d’impresa nella società civile; questo il binomio che ha sempre fondato le “riforme” neoliberali. E quella di Giorgia Meloni è in perfetta continuità con quelle controriforme.











