TREVISO - Se fosse stata approvata la proposta di legge sulla modifica dell’articolo 609bis del codice penale, quella che introduceva la parola «consenso» per configurare il reato di violenza sessuale, non avrebbe avuto alcuno scampo. Quello andato in scena ieri mattina in tribunale a Treviso è il classico caso di specie: da una parte una ragazza, all’epoca dei fatti 17enne, che accusa l’amico con cui abitualmente faceva sesso, oggi 25enne, di averla violentata. O meglio, di non essersi fermato quando lei ha detto “no”. Fermo restando che se una donna esprime il proprio rifiuto ad avere rapporti intimi con un uomo si configura in ogni caso il reato di violenza sessuale (e ci mancherebbe, ndr), il procedimento penale (a porte chiuse) davanti al collegio del tribunale di Treviso si gioca tutto su quella parola: consenso.

I fatti risalgono al 19 giugno 2022. La vittima, che non si è costituita parte civile e che dopo l’episodio contestato ha continuato a frequentare l’amico, ha sporto denuncia contro il 25enne (che all’epoca dei fatti di anni ne aveva 21) su pressione della psicologa da cui era in terapia per altri motivi, come ha confermato in aula testimoniando dietro un paravento. La giovane ha raccontato che quel giorno si era appartata con il 25enne, com’erano soliti fare da qualche mese, per consumare un rapporto sessuale. Erano in un boschetto, lontano da occhi indiscreti. Nel capo d’imputazione si legge che però, a un certo punto, il 25enne l’ha girata tenendola per le braccia per consumare un rapporto anale. «La parte offesa si era opposta prima verbalmente e poi tentando invano di allontanarlo da sé» scrive il pubblico ministero nella richiesta di rinvio a giudizio, poi confermata dal gup. Per il 25enne, però, quel rapporto era consenziente. A supporto di questa ipotesi c’è il fatto, secondo la difesa, rappresentata dall’avvocato Alessandra Nava, i due hanno continuato a vedersi prima che venisse sporta la denuncia (dopo diversi giorni) e anche in epoca successiva, cioè quando le indagini erano già partite.