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Il tredicesimo giorno di guerra in Medio Oriente è cominciato con la notizia dell’attacco avvenuto nella notte tra mercoledì e giovedì contro la base militare italiana di Erbil, mentre nel pomeriggio è arrivato il primo messaggio della nuova Guida Suprema dell’Iran Mojtaba Khamenei, con un comunicato letto dalla televisione nazionale iraniana. Il Post segue tutti gli aggiornamenti, minuto per minuto, in questo liveblog.
Il messaggio di Khamenei era atteso dalla sua nomina a Guida Suprema, domenica sera: non si è mostrato in video e non ha registrato un messaggio audio, probabilmente per timore di fornire indicazioni sulla propria posizione (Stati Uniti e Israele hanno detto più o meno esplicitamente di volerlo uccidere).
Nel messaggio ha mantenuto un tono aggressivo, ha detto che lo stretto di Hormuz, da cui passa una parte importante delle esportazioni globali di petrolio e di gas naturale liquefatto, rimarrà bloccato e che tutte le basi militari statunitensi nella regione dovrebbero essere chiuse. Non ha mostrato di voler negoziare, promettendo vendetta per le persone uccise e minacciando l’apertura di «nuovi fronti» di guerra.
Nella notte tra mercoledì e giovedì la base militare italiana “Camp Singara” a Erbil, nel Kurdistan iracheno, è stata colpita, probabilmente da milizie filoiraniane in Iraq. Non si sa ancora se da un missile o da un drone, e non ci sono state persone uccise né ferite. Il ministro della Difesa, Guido Crosetto, ha detto che è stato un attacco intenzionale e che le 141 persone ancora nella base rientreranno in Italia.












